In
questo numero
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ITT
Industries
fa
notizia
La
rivista Forbes
16
settembre 2002
Sguazzare
nel fango
Brett
Nelson
ITT
Industries non
è un conglomerato di aziende come tutte le altre. La sua ambizione è
chiara: affermare la propria leadership assoluta nel settore dello smaltimento delle
acque reflue.
L'impianto
di trattamento dell'elegante litorale di Sag Harbor a Long Island è incuneato
tra un porticciolo turistico e una scuola di vela. Ogni giorno, ben 870.000 litri
di acque luride passano attraverso l'impianto per poi scaricarsi, decontaminati al
99%, tramite un tubo da 10 pollici nella baia, dove giovanissimi velisti di belle
speranze imparano a virare di bordo.
Protagonista
principale di questa favola di risanamento ambientale: ITT Industries, fabbricante
di alcuni strani marchingegni industriali che includono impianti per lo smaltimento
di acque reflue. Questa impresa industriale, con sede a White Plains, nello stato
di New York, è ciò che resta dell'impero nato da una vecchia società
di telegrafi e messo assieme in modo più o meno razionale dal celebre magnate
dell'industria degli anni '60 Harold Geneen. Sei anni fa, ITT ha deciso di tagliare
alcuni suoi rami. La sua divisione assicurativa si è distaccata per diventare
Hartford Financial; la sua catena di alberghi Sheraton è stata assorbita da
Starwood Hotels. Ne è rimasto un complesso industriale senza una forma precisa,
che doveva necessariamente subire una razionalizzazione. ITT Industries si è
allora liberata della divisione componenti automobilistiche nel 1998 per 2,7 miliardi
di dollari, per orientarsi su una precisa attività: la fabbricazione di attrezzature
per l'elettronica o il trattamento o dell'acqua.
La
parte "elettronica" di ITT si articola in interruttori a bassa tecnologia,
sistemi di disturbo radar ad alta tecnologia e dispositivi per la visione notturna
ad uso militare. Ma la parte del leone la fa decisamente l'attività legata
alla movimentazione di liquidi, con il 79% dell'utile di esercizio (al netto degli
interessi e delle imposte). Qui ritroviamo gli apparecchi Bell & Gossett che
probabilmente avete nel vostro stesso scantinato se disponete di un impianto di riscaldamento
ad acqua calda, le pompe industriali Goulds, ma soprattutto (in termini di profitto
potenziale) pompe, miscelatori, aeratori e filtri per impianti di trattamento delle
acque.
Ora,
in questa forma più agile, il conglomerato industriale ha assunto sembianze
più logiche. Lo scorso anno ITT ha registrato utili per 277 milioni di dollari
con un fatturato di 4,7 miliardi di dollari. Nel corso degli ultimi due anni le sue
azioni sono cresciute del 110%, raggiungendo i 69 dollari, mentre altri gruppi ben
più grandi hanno subito pesanti ribassi, come Tyco (meno 70%) e General Electric
(meno 43%).
"Non
è un fuoco di paglia", puntualizza Louis Giuliano, l'uomo che ha reso
possibile questa ascesa. Persona affabile e poco amante della ribalta, Giuliano,
55 anni, è entrato in ITT nel 1988 come vice presidente dell'unità
Difesa, prima di assumere la carica di Direttore esecutivo nel febbraio 2001. Più
lavoratore metodico che grande stratega, lo scorso anno è riuscito a incrementare
il flusso di cassa operativo (netto più ammortamento, meno spese in conto
capitale e variazione di capitale d'esercizio) a 300 milioni di dollari, triplicando
il dato del 1999, risparmiando sui costi e rendendo più efficienti gli stabilimenti.
Ma
la cura dimagrante è stata solo il primo passo. Dare nuovo vigore agli introiti,
fermi dal 1999, è la vera sfida di Giuliano. Per questo ha puntato molto sull'acqua.
Un settore rischioso, nel senso che il livello della domanda dipende molto, di anno
in anno, dagli umori dei contribuenti, una categoria che di questi tempi non è
particolarmente propensa alle spese. Nel lungo periodo, comunque, dovrebbe trattarsi
di un'attività in forte crescita. Un progetto di legge per lo stanziamento
di circa 40 miliardi di dollari in prestiti per nuovi impianti di distribuzione idrica
e smaltimento delle acque reflue è pronto per la discussione al Congresso.
L'Ente americano per la protezione dell'ambiente (Environmental Protection Agency)
stima che, entro i prossimi 20 anni, gli Stati Uniti dovranno spendere approssimativamente
80 miliardi di dollari per potenziare il trattamento di acqua potabile e acque reflue.
La situazione in America Latina, Europa e Asia è ancora più critica;
alcune regioni sono totalmente prive di sistemi di potabilizzazione e trattamento
delle acque di scolo. E il settore del trattamento delle acque consente una buona
redditività; in questo settore ITT vanta un margine di profitto al lordo di
imposte e interessi pari al 15%, contro il 5% del settore auto.
A
ITT fanno capo cinque dei principali marchi nell'universo delle pompe, fra cui la
Flygt, con sede a Stoccolma, che lo scorso anno ha fatturato ben 560 milioni di dollari
in pompe sommergibili per acque reflue. Giuliano si affiderà alle solide relazioni
con i distributori a livello mondiale per vendere impianti chiavi in mano, come quello
di Sag Harbor, ultimato a marzo. Costo dell'aggiornamento tecnologico: 1,8 milioni
di dollari, coperti in massima parte da uno stanziamento governativo. ITT ha avuto
la meglio su tre rivali per assicurarsi la commessa, fra cui il gigante U.S. Filter,
azienda del gruppo Vivendi. (U.S. Filter è un concorrente temibile, ma la
sua controllante è attualmente distratta da altre questioni.)
ITT
ha fornito tutti i comandi elettronici e la maggior parte dei componenti meccanici
chiave. Le pompe Flygt convogliano i rifiuti sminuzzati in arrivo al ritmo di 750
litri al minuto verso quattro vasche di cemento armato. Una serie di turbine attivate
dal computer soffiano aria attraverso minuscoli fori in 196 dischi di gomma di produzione
ITT denominati aeratori che ricoprono il fondo delle vasche. L'ossigeno attiva la
produzione dei batteri che assimilano i rifiuti. Tramite sensori galleggianti, l'ossigeno
viene mantenuto a 2 - 2,5 parti per milione di acqua. L'eccesso di ossigeno e ammoniaca
tossica non si trasforma in azoto liquido, che evapora in bolle. Grosse pale di miscelazione
ITT agitano ininterrottamente la massa batterica, il refluo e l'ossigeno per impedire
che il materiale si infetti. I fanghi si depositano sul fondo, lasciando l'acqua
pulita sulla parte superiore. Un braccio ITT provoca la decantazione dell'acqua pulita
in un'altra vasca, dove viene attaccata con raggi ultravioletti per l'eliminazione
dei più piccoli virus prima di fluire nella baia. Le pompe Flygt si occupano
della rimozione dei fanghi. L'opportuna disponibilità di capitale ha permesso
di risparmiare sui costi di esercizio: l'impianto, risalente ormai a trent'anni fa,
gestisce oggi 40% di volume in più consumando il 55% in meno di elettricità
rispetto a due anni fa.
Nelle
offerte per le gare d'appalto, la possibilità di fornire sistemi pressoché
completi può costituire un vantaggio per ITT rispetto ai produttori di singoli
impianti. è lo stesso principio per cui IBM non vende soltanto l'hardware,
ma autentici sistemi integrati. La vendita rimane tuttavia l'aspetto più difficoltoso
di questa attività, specialmente da quando i fornitori locali hanno acquisito
tanta influenza. Giuliano deve assolutamente trovare un modo per aumentare le esportazioni
di impianti oltreoceano. Attualmente, il 42% del fatturato nel settore del trattamento
dei fluidi è legato a progetti realizzati in acque straniere, in paesi come
Corea, Ungheria, Egitto, Cile, Scozia e Irlanda.
Perché
allora non entrare nel mondo dei servizi, come ha già fatto la concorrente
U.S. Filter? Giuliano preferirebbe restare fedele al mestiere che più gli
compete: la produzione. Ma ciò non esclude una collaborazione con imprese
di servizi. Bechtel, grande azienda di progettazione, negli ultimi 18 mesi ha subappaltato
a ITT tre commesse relative al trattamento di acque reflue in Scozia. Queste iniziative
sono certamente lucrative, ma comportano un rischio maggiore per ITT, in quanto non
si tratta soltanto di vendere attrezzature, ma anche di installarle e di garantire
la qualità dello scarico e del consumo energetico.
Per
Giuliano si tratta a questo punto di rafforzare la top line tramite una politica
di acquisizioni. Con un rapporto prezzo/utili pari a 21, rispetto al 33 del mercato,
le azioni ITT non rappresentano una moneta propriamente preziosa per potenziare un'industria.
Dato il solido stato patrimoniale dell'azienda, tuttavia, non è escluso il
ricorso ad un aumento dei debiti. Il rapporto indebitamento/capitale di ITT è
infatti al 32%, contro il 69% di Vivendi. Un obiettivo plausibile sarebbe quello
di un'azienda di prodotti di filtrazione a tecnologia avanzata: secondo la valutazione
di UBS Warburg, filtri e membrane sofisticati incidono per 5 degli 8 miliardi di
dollari del mercato mondiale per il trattamento delle acque (pompe escluse). Secondo
Debra Coy, cha da oltre un decennio si occupa di aziende operanti nel settere del
trattamento delle acque per conto di Schwab Capital Markets, la soluzione ottimale
potrebbe essere Osmonics, azienda pubblica produttrice di filtri con un fatturato
di 208 milioni di dollari.
Peraltro,
"una crescita fulminea non è sostenibile", dichiara Giuliano. "Con
una crescita annua del 6% per la top line, saremmo già entusiasti". E
nessun altro riesce è maggiormente entusiasta per le pompe per lo smaltimento
delle acque reflue.
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