In questo numero

I racconti dalle
zone colpite dagli uragani

Come gli stabilimenti di ITT Industries sono sopravvissuti
a sei settimane di tempeste assassine


Per sei settimane, tra agosto e settembre, i dipendenti di ITT Industries in Florida si sono sentiti come dei birilli getati a terra da una serie di devastanti uragani.

Alla fine, dopo che Charley, Frances, Ivan e Jeanne si sono avvicendati su e giù per tutto lo stato, gli uffici e gli stabilimenti di ITT Industries se la sono miracolosamente cavata con danni minimi e lo staff è stato protagonista di numerose storie di coraggio personale e di incredibile dedizione alla clientela.

"Nei rari momenti in cui le strade erano aperte, i nostri tecnici dell'assistenza fronteggiavano vento e pioggia per consegnare i serbatoi ai clienti", racconta Danita Aldrich, direttore di Central Service per Aquious (ex Sanitaire) a Clearwater e Boynton Beach, Florida.  

Questi stabilimenti di Aquious con sede in Florida producono serbatoi di deionizzazione per la rimozione di impurità dall'acqua in centri dialisi, ospedali e altre aziende, che necessitano di acqua pura per le proprie attività. I tecnici, come Joseph Lovett e Donald Bates, si sono resi conto della vitale importanza delle loro consegne. All'avvicinarsi di ciascun uragano, sono andati ben oltre l'obbligo professionale, rifornendo il magazzino di serbatoi, calcolando le possibili esigenze dei clienti, riempiendo i serbatoi vuoti, caricando preventivamente i mezzi e accertandosi che ciascun veicolo si trovasse in una posizione sicura e facilmente accessibile, poiché sia Clearwater che Boynton Beach si trovavano in aree di evacuazione massiccia. Inoltre, si sono adoperati per mantenersi in contatto attraverso qualsiasi linea telefonica aperta con l'ufficio assistenza, aggiornandosi su notizie e rapporti della polizia stradale per garantire ai pazienti in dialisi consegne immediate all'apertura delle vie di comunicazione stradali.

Anche Goulds Pumps è stata tempestata di richieste di prodotti dopo gli uragani. Entrambi gli uffici dell'azienda, a Orlando e a Miami, hanno superato indenni le tempeste. Sfortunatamente, lo stesso non può dirsi per numerosi distributori e clienti dell'azienda.

Un cliente delle Isole Cayman, ad esempio, ha perso il tetto per via dei tremendi venti dell'uragano Ivan e sta ora operando con l'ufficio di Orlando per sostituire le pompe danneggiate. Dopo ciascun uragano, i distributori della Florida e dei Caraibi si sono precipitati per conquistarsi le pompe a getto per l'aumento della pressione di Goulds Pumps, richieste dai propri clienti per estrarre l'acqua potabile dai pozzi danneggiati dalle inondazioni. Sempre sulla scia dell'uragano Jeanne, l'azienda ha ricevuto la strana richiesta di un prodotto ormai fuori commercio da un centinaio di anni. Ancora più sorprendentemente, l'azienda è stata in grado di soddisfare l'ordine.

"L'associazione dei rivenditori Goulds Pumps ha effettuato di recente la promozione di pompe a mano vecchio stile perfettamente funzionanti, ma che potevano essere anche utlizzate come oggetti decorativi o trasformate in lampade", spiega Victoria Schmidt, direttore regionale di Goulds Pumps per l'America Latina. "Uno dei nostri distributori delle Bahamas le aveva viste e dopo l'uragano si è messo in contatto con noi per chiederci se ne avevamo ancora. In magazzino erano presenti 40 pompe, che gli abbiamo immediatamente spedito. Le popolazioni prive di energia elettrica potevano infatti utilizzarle per pompare dai pozzi l'acqua necessaria per le abitazioni e le attività commerciali".

La capacità di ITT Industries nell'assistere in maniera rapida i clienti e i distributori devastati dagli uragani è stata la dimostrazione tangibile della validità dei piani di "business continuity" di cui è dotata l'azienda.

Prima dello scatenarsi dell'uragano Ivan, il centro Shared Services di ITT Industries nella Palm Coast, Florida, aveva inviato quattro dipendenti a nord, presso il centro Shared Services di Seneca Falls, New York, per trasferirvi temporaneamente i processi di fatturazione e pagamento mediante assegni.  

"Non volevamo che i nostri clienti si trovassero di fronte a un'interruzione del servizio e questo non si è verificato", afferma Dianna Rio, direttore Risorse Umane per il centro Shared Services di Palm Coast.

Prima che imperversasse il quarto uragano, i dipendenti di Shared Services rimasti a Palm Coast erano già pronti ad affrontare le tempeste: avevano messo al riparo bandiere e tavoli da picnic, chiuso i cassonetti, spento i computer, scollegato l'alimentazione elettrica dell'edificio, ricoperto con plastica gli strumenti elettronici e i documenti importanti, chiuso tutte le porte, modificato i messaggi di posta vocale ed elettronica e rivestito di compensato le finestre dell'ufficio Risorse Umane per proteggere i principali schedari del personale.  

"Già al terzo e quarto uragano, alcuni non si prendevano nemmeno cura di estrarre gli schedari dai contenitori in plastica. Sembrava che stesse sempre per scatenarsi un'altra tempesta", spiega Kevin Ulmer, analista sviluppo economico, membro del comitato per la sicurezza di Palm Coast, che si è guadagnato il soprannome di "Mr. Uragano" per il suo impegno nella preparazione contro le tempeste.

"È stato un periodo logorante per ciascuno di noi", aggiunge Rio. "Dovete sapere che molte persone stavano affrontando problemi alle proprie abitazioni ed erano preoccupate per la sicurezza delle proprie famiglie".

Per questo motivo, l'ufficio di Palm Coast ha mandato tutti a casa due giorni prima dell'uragano Frances. Analogamente, l'ufficio Aquious di West Palm Beach, che è stato duramente colpito da Frances e Jeanne, ha deciso di non chiudere lo stabilimento, istituendo però un orario lavorativo flessibile.

"La regola era questa: ‘Se riesci, vieni pure a lavorare, ma prima di tutto occupati della tua casa e della tua famiglia,’" spiega Jaquelin Garza, amministratore vendite e coordinatore marketing dell'azienda.

Con interruzioni dell'elettricità e dell'acqua protratte per giorni e il disagio acuito da condizioni climatiche calde e umide, numerosi dipendenti sono stati lieti dell'opportunità di tornare al lavoro, dove erano disponibili luce elettrica e aria condizionata.

Per Scott Ellis, l'ufficio era persino diventato un'abitazione temporanea. Quando l'uragano Ivan ha interrotto l'alimentazione elettrica nella sua abitazione per ben 10 giorni, il direttore marketing per la regione sud-orientale di Systems Division ha portato moglie, cani e materassi gonfiabili nell'ufficio che condivide con lo staff di Avionics a Mary Esther, sulla costa del Golfo della penisola della Florida.

"Quando si ha a che fare con gli uragani, molto dipende dalla fortuna", dice Ellis. "Il nostro ufficio si trova a un isolato e mezzo dalla spiaggia, ma ne è uscito indenne; inoltre, Internet, il servizio telefonico e l'aria condizionata erano funzionanti, pertanto ho potuto continuare a lavorare. La mia abitazione si trova ancora più vicina all'oceano e, mentre un'onda di oltre 12 metri ha abbattuto tutti gli alberi dietro la casa, a questa non è accaduto nulla, eccetto l'interruzione dell'energia elettrica. È davvero sorprendente".

Oggi, con Charley, Frances, Ivan e Jeanne ormai alle spalle, la vita dei dipendenti di ITT Industries in Florida è tornata alla normalità. Ma i segni della serie di uragani più devastante degli ultimi anni sono ancora evidenti e il ricordo di quegli spaventosi fenomeni è ancora vivo.

"Ogni volta che passo davanti a una casa con incerate blu alle finestre o vedo un grosso ramo su un prato o un tetto privo di tegole, ripenso a quei terribili momenti, a quelle ore in cui rimanevamo seduti all'interno delle case buie, protetti unicamente dal compensato, pregando solo che la tempesta passasse. Quando si osservano tutte le devastazioni provocate dalle tempeste, non si può fare altro che ritenersi fortunati di esserne usciti illesi", spiega Garza.

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Salvi per un soffio

La base aerospaziale Patrick si trova su una stretta striscia di terra che si affaccia sulla costa orientale della Florida. I 550 dipendenti di Systems Division di ITT Industries lavorano proprio in questo lembo di terra edificata ai fini della modernizzazione della strumentazione per i lanci spaziali dalla Air Force Station di Cape Canaveral e dalla Air Force Base di Vandenberg, nell'ambito dell'appalto per lo Spacelift Range System (SLRS).

Per motivi di sicurezza, i dipendenti Systems e gli altri 25.000 abitanti e lavoratori sull'isola-barriera, a settembre sono stati fatti decollare per ben due volte e in tutta fretta nel corso delle evacuazioni precedenti agli uragani Frances e Jeanne.

"Da una parte abbiamo l'oceano Atlantico e dall'altra il Banana River perciò, durante un uragano, il pericolo di una massiccia inondazione è assolutamente realistico", spiega John Angell, direttore del programma per SLRS. "Per il collegamento con la terraferma esiste una strada rialzata, ma il problema è che i ponti potrebbero subire danni e noi ci troveremmo bloccati sull'isola senza energia elettrica né acqua potabile".

Le evacuazioni sono state egregiamente organizzate dalle autorità locali e dall'aeronautica. I dipendenti Systems si sono trasferiti verso nord in cerca di asilo presso parenti, amici o in hotel e sono ritornati diversi giorni più tardi per scoprire che il vento aveva rovinato i loro tetti e che l'acqua aveva provocato danni dove i rivestimenti erano stati strappati, facendo entrare la pioggia all'interno. L'alimentazione elettrica è rimasta interrotta per più di una settimana ed è stato necessario rinviare alcuni lanci.

"È stato un mese pazzesco e stressante ma, tutto considerato, le cose sarebbero potute andare enormemente peggio", afferma Angell.

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