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In questo numero La
strategia secondo Steve Loranger: | La
classifica dei Top 10: ITT
Industries è,
ed è stata, nei suoi 10 anni di storia, un gruppo multi-settoriale, ma le
tessere che compongono il suo mosaico sono cambiate significativamente. Nel 1995,
ITT Industries operava prevalentemente nell'industria automobilistica. Oggi, vanta
una gamma di prodotti molto più equilibrata. Anche sul piano delle entrate,
il profilo di mercato di ITT Industries ha subito grandi trasformazioni nel corso
degli anni (vedere i grafici della barra laterale). L'autentico evento sismico, tuttavia, si è registrato nell'estate del 1998, quando ITT Industries ha venduto le proprie unità Automotive Brake e Chassis and Electrical Systems. Questa azienda produceva freni antibloccaggio, sistemi antipattinamento TCS e impianti frenanti per le più grandi case automobilistiche del mondo. Rappresentava un fatturato annuo di 4 miliardi di dollari, praticamente la metà delle entrate che affluivano nelle casse del gruppo in quel periodo. Si è trattato quindi di una iniziativa coraggiosa, rivelatasi tuttavia lungimirante. Il mercato automobilistico continua infatti ad essere debole e le attività che ITT Industries ha deciso di mantenere in questo settore (ammortizzatori KONI, tubature Fluid Handling Systems, materiali di attrito e pastiglie per freni Galfer) ottengono risultati positivi grazie all'innovazione e all'impegno nell'eccellenza operativa. Nel frattempo, i mercati acque/acque di scarico e sistemi di difesa high-tech hanno continuato a registrare trend positivi di crescita. Anche dal punto di vista del fatturato, il profilo del mercato di ITT Industries ha subito notevoli trasformazioni nel corso dell'ultimo decennio. Nel 1995, l'azienda generava il 67% del fatturato da attività nel settore automobilistico, il 15% dai settori difesa ed elettronica e il restante 18% dalle tecnologie dei fluidi. Per il prossimo anno, si stima che l'azienda ricaverà il 38% del proprio fatturato dalle attività correlate alla difesa, il 37% dalla tecnologia dei fluidi, il 15% dal settore automobilistico e nautica da diporto e il 10% dal segmento connettori e interruttori. |
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