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Il pilota dello squadrone Tuskegee Robert O'Neil è morto a 80 anni; ha aiutato i francesi nella Seconda guerra mondiale


A cura di Adam Bernstein
Redattore del Washington Post
Sabato 22 giugno 2002

Robert O'Neil, pilota combattente della Seconda guerra mondiale con il leggendario squadrone Tuskegee, un corpo di militari di colore che ha combattuto segregazione e nazisti e, nel caso di O'Neil, ha rappresentato la maniera di uscire da una Francia in mani nemiche dopo essere stato abbattuto, è morto il 18 giugno nella sua casa nella contea di Loudoun, South Riding. Aveva 80 anni ed era affetto da tumore.

Il signor O'Neil -- all'epoca Primo luogotenente -- ha terminato la formazione da pilota in Alabama presso il Campo dell'aviazione di Tuskegee nel gennaio 1944. Quindi è andato in Africa settentrionale di scorta ai grandi bombardieri.

Quel settembre, egli stava facendo servizio di protezione a bordo di un Mustang P-51 quando un aereo tedesco l'ha colpito nei pressi della costa meridionale della Francia.

Si è paracadutato dal velivolo, che si è schiantato al suolo. E' atterrato sugli alberi, ferendosi ad un ginocchio; ha nascosto il paracadute, ha atteso un'ora, poi ha visto una ragazza correre verso di lui.

Lei era con la resistenza francese e lui ha trascorso le due settimane successive in clandestinità, adoperandosi per raggiungere un'unità dell'Esercito americano in Francia. Ha anche aiutato i francesi a fare saltare in aria treni e camion tedeschi prima che l'Esercito lo riconsegnasse alla sua unità in Italia.

Al suo arrivo, era difficile stabilire chi fosse più sorpreso: i suoi commilitoni del Tuskegee, che lo credevano morto in azione, o il signor O'Neil, quando ha visto che gli uomini si erano spartiti le sue cose e indossavano i suoi abiti.

"Si è fatto restituire tutto", ha raccontato la seconda moglie di O'Neil, Jenny Krasinsky O'Neil. "L'ha presa bene. Ha detto che sapeva che si sarebbero comportati così".

E' stato decorato con l'Air Medal.

Di ritorno in Michigan, dopo la sua prova ardua in Francia, ad O'Neil e altri ufficiali dello squadrone Tuskegee è stato negato l'ingresso in un circolo ufficiali. La famiglia di O'Neil ha detto che un ufficiale dell'Esercito li ha minacciati di fare ricorso alla corte marziale se non se ne fossero andati. Tutti sono stati arrestati e dopo rilasciati, ha raccontato la famiglia.

La moglie del signor O'Neil ha detto che lui voleva volare come pilota di linea dopo la guerra, ma che gli è stato detto che nessuno avrebbe volato con un pilota nero.

O'Neil ha trovato lavoro a Los Angeles come tornitore alla Lockheed Corporation. E successivamente ha trascorso molti anni presso ITT Giffillan, azienda di comunicazioni radar aerospaziali, diventando direttore di programma ed uno dei primi uomini di colore ad aver raggiunto incarichi dirigenziali.

Si è trasferito nei dintorni di Washington nel 1975 ed è andato in pensione a metà degli anni Ottanta come coordinatore di produzione presso Bendix Corporation.

Ha trascorso gli ultimi dieci anni facendo il cassiere part-time nel negozio Virginia Alcoholic Beverage Control a Centreville. Ha smesso di lavorare a dicembre, dopo che gli è stato diagnosticato un tumore.

Il signor O'Neil, nativo di Detroit, ha frequentato l'Università statale di Wayne e l'Università della California a Los Angeles.

Tra i suoi hobby, l'ebanisteria, una collezione di arte moderna e la musica classica che suonava con il suo clarinetto. Suo padre è stato un clarinettista jazz professionista ed il signor O'Neil ha frequentato una scuola di musica nello Stato del Wayne anni prima.

Il suo matrimonio con Gloria O'Neil si è concluso con un divorzio.

Gli sopravvivono la sua seconda moglie, che ha sposato nel 1987, di South Riding; tre figli del suo primo matrimonio, Robert Keith O'Neil di San Jose, Maureen O'Neil Beer di Germany e Kathleen O'Neil di Port Hueneme, Calif; due figliastri Dean Masajada di Ruther Glen, Va., e Kimberly Mitchell di South Riding; nonché otto nipoti.


© 2002 The Washington Post Company



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